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mercoledì 30 marzo 2011

Il riscatto della Polpetta

Come potevo resistere al richiamo delle Twitpolpette?
Mi sono beccata insulti ed ingiurie a più non posso, sia in un importante e noto forum di cucina che su FaceBook, per aver difeso strenuamente la dignità della Polpetta, la polpetta terrona intendo, quella fatta con carni crude e semplicemente fritta in olio extravergine d'oliva! :DDDD Lo so che voi, amanti delle polpette, non ci potete credere, ma vi giuro che è tutto vero!!!!!:DDD
Bistrattata, trattata dai "soloni" del food come un cibo povero ricicla avanzi, poco adatto a cene chic ovvero a comparire sulle tavole snob, finalmente grazie a Daniela ed a tutti voi - compagni d'avventura polpettifera - la Polpetta si riscatta e torna ad occupare degnamente il posto che merita nella tradizione della cucina italiana! Tiè, tiè, tiè!!! :DDD

Essì, perchè forse non tutti sanno che della Polpetta si parla per la prima volta a metà del '500 ad opera di un tal Martino Rossi da Como. E allora, chi era costui?

Un uomo coltissimo pare, detto "cardinal Lucullo", al servizio tra gli altri del Patriarca di Aquileia, che portò grandi innovazioni per l'epoca, traghettando la tradizione culinaria medievale verso il Rinascimento, reinterpretando la cucina catalana, in voga nel regno di Napoli, sostituendola con una meno speziata e più attenta all'utilizzo degli ortaggi.
E' a lui che si fa riferimento quando si parla dell'origine della Cucina Italiana, all'autore del Libro de arte coquinaria, primo vero ricettario scritto in volgare (del 1450) ora pubblicato dal poeta e critico Luigi Ballerini e da Jeremy Parzen (ed.Guido Tommasi, Milano).
Maestro Martino introdusse delle novità sostanziali anche nel modo di scrivere le ricette. Al semplice elenco degli ingredienti e ad altre scarne indicazioni,aggiunse le note particolareggiate per il procedimento e poichè l'orologio non esisteva ancora, indicò i tempi di preparazione misurati recitando le preghiere. Introdusse anche l'uso del colore per caratterizzare una ricetta (ad es. la salsa verde) e cominciò a dare il giusto risalto alla presentazione dei piatti. Insomma, l'inventore della Polpetta fu un grande innovatore per la cucina dell'epoca!
In verità, le Polpette del Cardinal Lucullo non erano proprio come quelle che conosciamo oggi, ma erano una sorta di involtini da cuocere alla brace, fatti con le parti più nobili del vitello e del cervo, la polpa appunto!
Vabbè, felice come una Pasqua :))) per questa nuova avventura, per il momento vi saluto e di do appuntamento alla prossima, per raccontarvi del "rito domenicale delle polpette" nelle case meridionali.
Buona Polpetta a tutti,
Ornella

4 commenti:

  1. le polpette sono il sale della terra!

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  2. tiè tiè tiè!!! le polpette a casa mia si facevano di domenica e non certo con gli avanzi!!! VIVA LE POLPETTE!

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  3. Anche a casa mia, la vera polpetta di carne cruda non è mai stata la soluzione al riciclo... anzi. E' sempre stato il secondo tanto atteso della domenica, oppure l'occasione di ritrovo dei nipoti per la merenda dalla nonna. Perchè le polpette della nonna... quelle si che sono Signore Polpette. Brava Ornella. Il riscatto della polpette

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  4. @Isolina, concordo!
    @Maria Teresa, anche da noi! :)))))))
    Roberta, quelle della nonna....che sapore ;)

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